Cosa facciamo

Il lavoro nel bosco

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All’interno delle procedure per la pulizia di un bosco il gruppo assiste all’abbattimento di un albero, tirando il fusto con una lunga fune ed agevolando così la giusta caduta. Dopodiché, guidato da un operatore specializzato, si cimenta nella sistemazione dei tronchi, e delle ramaglie. Portare un peso in due o in tre rimanda immediatamente alla condivisione di qualcosa di faticoso, che potrebbe essere anche un pensiero, uno stato mentale, che può portare dentro di sè paura, rabbia, allora in questo senso il peso si trasforma, cambia il suo impatto, vedo qualcuno accanto a me che se ne fa carico, che lo porta con me, ma soprattutto lo porta via insieme a me.

Il fuoco


Il gruppo realizza un grande fuoco, agevolato dagli operatori, bruciando legnami di scarto derivanti dalla pulizia dei boschi, si realizzano catene di lavoro per portare il materiale al fuoco. Diventa uno spazio in cui si bruciano i pensieri ed emozioni pesanti.

Il bagno nella cascata

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In primavera-estate il gruppo scende lungo il fiume fino a raggiungere la suggestiva cascata delle Balestrasse, sembra di essere immersi in una foresta pluviale. Trovare la forza, aiutati dal gruppo, di fare il bagno nell’acqua molto fredda, costruire insieme al gruppo la fiducia che sarà un esperienza buona.

Camminate / Trekking


Raggiungere la vetta di una montagna o luoghi particolarmente suggestivi ci permette di consolidare l’autostima e l’attività simbolica e di sublimazione del gruppo.

Lavoro in palestra

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In questo luogo svilupperemo con i ragazzi alcune abilità nelle discipline olistiche, in particolare utilizzeremo lo yoga, il taj chi ed il chi cung, come strumenti per lavorare sull’equilibrio, il peso, il ritmo, la percezione del proprio corpo, sul raffinare i movimenti… Sarà anche un luogo per fare ginnastica in senso più generale, lavorando a coppie o in gruppo.

Sauna

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L’idea è quella di offrire uno spazio a forte impatto sensoriale dove risulti essere molto intenso anche il significato simbolico che possono avere questa esperienza sul percorso riabilitativo dei ragazzi. La sauna offre l’opportunità di un contenimento fisico, rappresenta una materia che contiene quindi rimanda ad un luogo che aiuta a tenere insieme le emozioni e i pensieri. Ricorda anche il periodo perinatale all’interno dell’alveo materno; è uno spazio piccolo, tendenzialmente buio, dove c’è calore e umidità. È un esperienza corporea che si riaggancia ad un periodo di assoluta onnipotenza, ma anche di assoluta dipendenza dal corpo-madre. Quindi si possono avere preziose informazioni sullo sviluppo prenatale del ragazzo e della sua relazione con la madre. È uno spazio che può però anche essere percepito come soffocante, invadente così insieme agli operatori i ragazzi sono chiamati a gestire questa esperienza spesso originale rispetto alle loro abitudini. Nella sauna ragazzi ed operatori entrano per circa 3 sessioni all’interno fino a raggiungere uno stato di sudorazione elevato, si aspetta insieme che il corpo immerso in un caldo secco variabile tra i 80 e i 100 gradi si bagni, si depuri. Tra una sessione e l’altra i ragazzi e gli operatori fanno una doccia molto fredda che rappresenta una riattivazione, un risveglio delle funzioni vitali, ma anche una sorta di rinascita a livello simbolico rispetto alla dimensione più intrauterina della cabina-sauna.

Spazio Trattamenti (bilanciamento cranio-sacrale, schiatzu)

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I trattamenti di bilanciamento cranio-sacrale e di schiatzu oltre a offrire un importante contributo all’equilibrio energetico del ragazzo rappresentano anche un momento di abbandono alle cure dell’Altro. Sono momenti questi in cui i ragazzi oltre a poter beneficiare di una serie di effetti sul fisico come rilassamento muscolare, effetto depurativo, benefici a livello cardio-vascolare sperimentano come ricevere piacere e come costruire insieme agli operatori una modalità di vivere e sentire il piacere in modo costruttivo. È estremamente educativo e terapeutico poter gestire la relazione operatore-ragazzo in un setting di marcata esposizione sensoriale del corpo dove il “troppo caldo” ed il “troppo freddo” diventano due limiti fisici con i quali confrontarsi e da modulare e dove la percezione del limite si modifica nel susseguirsi delle settimane e dei mesi.

Il rapporto con il cibo

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Il rapporto con il cibo diventa un importante veicolo di formazione, la gestione della cucina in tutti i suoi aspetti dalla preparazione dei pasti, alle corvè, alla realizzazione di ricette particolari, alla sperimentazione di regimi alimentari che agevolino il contenimento emozionale dei ragazzi. Lavorare con loro sull’acidità e la basicità dei cibi, sulla digeribilità, quindi sugli effetti che il cibo ha sul corpo e sull’emotività.